le chiese dedicate a S.Lucia in Italia: Roma

chiesa del Gonfaloneultimo aggiornamento: domenica 03 novembre 2002

All'angolo con via Banchi Vecchi è la Chiesa di S. Lucia del Gonfalone,  detta anche "della Chiavica" dalla adiacente cloaca, "in pescivoli" da una pescheria e "nova" per distinguerla dalla "vecchia".

La Santa aveva un particolare culto in tutto il rione e il giorno della sua festa aveva luogo una fiera della "la spasa". In una di queste occasioni Benvenuto Cellini, che aveva la sua officina in quei pressi, offrì a S. Lucia un occhio volitivo d'argento quale ringraziamento per avergli conservata la vista.

La chiesa, che risale presumibilmente alla fine del XII o agli inizi del XIII secolo, in un documento del 1352, è detta "nova": fu concessa nel 1486 da Innocenzo VIII alla arciconfraternita del Gonfalone, una delle più illustri della città; fu allora rifabbricata e consacrata nel 1511.

Tra il 1761 e il 1765 (sulla facciata interna la data 1764) fu completamente rifatta con architettura di Marco David e per cura del Card. Flavio Chigi un patrono dell'Arciconfraternita. Nel 1825 fu eretta in parrocchia e tale rimase fino al 1912 quando fu affidata ai Padri Clarettiani.

L'interno ebbe la decorazione attuale tra il 1859 e il 1866 a seguito di un restauro diretto dall'architetto Francesco Azzurri.

La facciata è a due ordini; in quello inferiore si apre la porta decorata da una testa di cherubino; in quello superiore è una finestra sormontata dallo stemma del Gonfalone. Notevole sul fianco il bel campanile settecentesco.

Interno ad unica navata con cappelle e abside, completamente rinnovato dall'Azzurri; gli stucchi sono di Pietro e Giovanni Sasselli di Forlì, il pavimento, i pilastri e le cantorie dello scalpellino romano Sante Cianfarani; l'altar maggiore è di Giuseppe Rinaldi (1881).

La decorazione a fresco è opera di Cesare Mariani che si valse dell'aiuto degli allievi Filippo Prosperi e Paolo Mei. Nei pilastri fra le cappelle sono rappresentati Geremia Esdra, Neemia e Zorobabele che alludono all'opera benefica svolta dalla Arciconfraternita (nei medaglioni). Le virtù della Compagnia sono rappresentate da quattro figure allegoriche entro finte nicchie. Vi era un tempo un affresco rappresentante la visione di S. Bonaventura e la redenzione degli schiavi eseguito da Antonio Nessi poco prima del 1765, di cui esiste il bozzetto nella Accademia di S.Luca.

 

 

per approfondire:
altre informazioni presso www.santaluciagonfalone.it