ultimo aggiornamento: lunedì 18 agosto 2003
Jacopo da Varazze, o da Varagine, nacque a Varazze nel 1228: chiamato per errore di trascrizione anche Jacopo da Voragine, fu un celebre domenicano.
Entrò nell'ordine nel 1244 e nel 1265 diventò priore del proprio convento: due anni dopo fu nominatore provinciale per la Lombardia.
Fu arcivescovo di Genova dal 1292 al 1298 anno della sua morte: autore di importanti raccolte di sermoni e commentari, scrisse una ben nota "Cronaca di Genova" ed, in particolare, la "Leggenda aurea".
Questo libro, riferimento per i pittori sacri, da notizie e dettagli sulle biografie dei Santi con un piglio agiografico e storicamente non sempre attendibile: è stato tradotto in molte lingue ed ha avuto moltissime edizioni verso la fine del 1400 ma cadde in seguito nel dimenticatoio perché accusato di essere poco storico.
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testo latino |
testo italiano |
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HISTORIA SANCTAE LUCIAE De sancta Lucia virgine Lucia dicitur a luce. Lux enim habet pulchritudinem in aspectione, quia, ut dicit Ambrosius, lucis natura haec est, ut omnis in aspectu eius gratia sit. Habet etiam diffusionem sine coinquinatione, quia per quaecumque immunda diffusa non coinquinatur. Rectum incessum sine curvitate, longissimam lineam pertransit sine morosa dilatione. Per hoc ostenditur, quod beata virgo Lucia habuit decorem virginitatis sine aliqua corruptione, diffusionem caritatis sine aliquo immundo amore, rectum incessum intensionis in Deum sine aliqua obliquitate, longissimam lineam divinae operationis sine neglegentiae tarditate. Vel Lucia dicitur quasi lucis via. |
STORIA DI SANTA LUCIA |
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Lucia virgo Syracusana nobilis genere audiens famam sanctae Agathae per totam Siciliam divulgari sepulcrum eius adiit cum matre sua Euthicia annis quattuor fluxum sanguinis incurabiliter patiente. |
Lucia, nobile vergine siracusana, vedendo che la fama di Sant'Agata si diffondeva per tutta la Sicilia si recò a visitarne la tomba insieme alla madre Eutice che soffriva da quattro anni di perdite di sangue. |
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Inter ipsa igitur missarum sollemnia contigit, ut illud evangelium legeretur, in quo Dominus mulierem ab hac passione sanasse narratur. |
Durante la messa lesse il sacerdote quel brano del Vangelo dove si narra la guarigione di una donna che aveva lo stesso male di Eutice. |
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Tunc Lucia matri dixit: "Si credis his, quae leguntur, crede Agatham illum semper habere praesentem, pro cuius nomine sustinuit passionem. Si ergo eius sepulcrum credens contigeris, perfecta continuo sanitate gaudebis." |
Lucia disse allora alla madre: "Se credi in queste parole crederai anche che Agata martire della fede di Cristo ora si trovi alla presenza di Colui per cui soffrì il martirio. Se con tale fede toccherai il suo sepolcro sarai risanata". |
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Igitur recedentibus cunctis et matre et filia iuxta sepulcrum in oratione exsistentibus Luciam somnus arripuit viditque Agatham in medio angelorum gemmis ornatam stantem et dicentem sibi: "Soror mea Lucia, virgo Deo devota, quid a me petis, quod ipsa poteris praestare continuo matri tuae. Nam ecce per fidem tuam sanata est. " |
I presenti aprirono un passaggio e madre e figlia si prostrarono davanti al sepolcro e pregavano e piangevano. Ed ecco che Lucia cadde addormentata e vide Agata circondata da angeli e ornata di gemme la quale le disse: "Mia sorella Lucia, vergine consacrata a Dio perché chiedi ciò a me? Ecco per grazia di nostro Signor Gesù Cristo e per la tua fede la madre è guarita. E come Cristo onorò Catania col mio martirio così per mezzo tuo renderò gloriosa Siracusa poiché la tua verginità è per Cristo una gioiosa dimora". |
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Evigilans autem Lucia matri suae dixit: "Mater mea, ecce sanata es. Per ipsam ergo te deprecor, quae suis orationibus te sanavit, ne mihi de cetero nomines sponsum, sed quidquid mihi datura eras pro dote, pauperibus elargire." |
Lucia si svegliò tutta turbata e disse alla madre: "Madre mia tu sei guarita: ed io ti prego in nome di Agata, che ti risanò con le sue preghiere, di sciogliermi da ogni obbligo di matrimonio e di permettermi di distribuire ai poveri la dote poiché‚ voglio unirmi col nostro Signor Gesù Cristo in cui riposa l'integrità del mio corpo". |
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Cui mater ait: "Tege prius oculos meos et, quidquid volueris, de facultatibus facito. " |
Rispose la madre: "Ho sempre cercato di aumentare le ricchezze che tuo padre mi lasciò morendo nove anni or sono: e tu sai quanto questo patrimonio sia. Aspetta ormai la mia morte e poi fa' di questo patrimonio ciò che più ti piacerà. |
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Ad quam Lucia: "Quod moriens das, ideo das, quia ferre tecum non potes. Da mihi, dum vivis, et mercedem habebis. " |
Rispose Lucia: "Non è caro a Dio chi gli dà ciò che non può portare con se. Se vuoi essere a Lui grata offrigli quello che ancora può esserti utile: donagli le tue ricchezze mentre ancora sei in vita e ne avrai eterna ricompensa". |
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Cum ergo rediissent, fit quotidie distractio rerum et dantur in necessatibus pauperum. Interea dum patrimonium distribuitur, ad sponsum notitia pervenit. Requirit sponsus a nutrice de his. Respondit illa caute, quqd utiliorem possessionem sponsa sua invenisset, quam suo volebat nomine comparare, et ideo videbatur aliquanta distrahere. |
Lucia e la madre tornarono a casa e continuamente parlavano e si consigliavano sul da farsi: decisero infine d¡ venire incontro con le loro ricchezze alle miserie dei poveri; e tutti i loro averi furono divisi fra le vedove, gli orfani, i pellegrini e i religiosi. Quando la notizia di questa distribuzione giunse agli orecchi del fidanzato questi ne chiese spiegazione alla nutrice di Lucia. Rispose con molta astuzia la nutrice: "La tua fidanzata ha trovato dei beni più sicuri e li vuole acquistare; per questo ha dovuto venderne alcuni di quelli che già possedeva". |
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Credidit stultus carnale commercium et coepit auctor esse vendentium. Venditis autem omnibus et pauperibus erogatis. sponsus trahit eam coram Paschasio consulari dicens eam Christianam esse et contra leges agere Augustorum. |
Stoltamente quegli credette che si trattasse di beni materiali ed incoraggiò la vendita. Troppo tardi seppe poi che tutto era stato distribuito fra i poveri onde portò la fidanzata davanti al console Pascasio e l'accusò di essere cristiana e di non ubbidire alle leggi imperiali. |
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Invitante igitur Paschasio ad sacrificia idolorum respondit: "Sacrificium placens Deo est visitare pauperes et eis in necessitatibus subvenire, et quia amplius non habeo, quid offeram, me ipsam sibi tribuo offerendam." |
Subito le ordinò Pascasio di sacrificare agli idoli. Rispose Lucia: "Visitare i poveri e aiutarli nelle loro miserie è un sacrificio che piace a Dio: io non ho ormai più ricchezze da offrire ma soltanto me stessa, che offro come vittima al Dio vivente". |
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Cui Paschasius: "Ista verba tibi simili stulto narrare poteris, mihi autem, qui principum decreta custodio, ista frustra persequeris." |
E Pascasio: "Serba questi discorsi per qualche cristiano stolto come te: invano li rivolgi a me che sono il custode delle leggi imperiali. |
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Ad quem Lucia: "Tu principum tuorum decreta custodis et ego Dei mei legem custodiam. Tu principes times et ego Deum timeo.Tu illos offendere non vis et ego Deum offendere caveo. Tu illis Placere desideras et ego, ut Christo placeam, concupisco. Tu ergo fac, quod tibi utile esse cognosces, et ego faciam, quod utile mihi esse perspexero." |
Lucia gli rispose: "Tu custodisci le leggi imperiali ed io la legge del mio Dio. Tu non vuoi offendere l'imperatore ed io non voglio offendere Dio. Tu desideri essere caro ai tuoi superiori, io ardo dal desiderio di piacere a Cristo. Fai dunque quello che ti sembra essere utile; io farò ciò che stimerò utile per me". |
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Cui Paschasius: "Patrimonium tuum cum corruptoribus expendisti et ideo quasi meretrix loqueris." |
Disse a lei Pascasio: "Tu hai finito il tuo patrimonio con dei corruttori per uesto le tue parole sono simili a quelle di una prostituta." |
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Cui Lucia: "Patrimonium meum in tuto loco constitui, corruptores autem mentis et corporis numquam scivi." |
E a Pascasio Lucia: "Le mie ricchezze sono riposte in un luogo sicuro e io sempre sono stata lontana da chi corrompe il corpo e la mente." |
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Respondit Paschasius: "Qui sunt corruptores corporis et mentis!" Lucia dixit: "Corruptores mentis vos estil, qui suadetis, ut animae suum deserant creatorem. Corruptores vero corporis sunt, qui corporalem delectationem praeponunt epulis sempiternis." |
Chiese Pascasio: "Chi corrompe il corpo e la
mente?" |
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Paschasius dixit: "Cessabunt verba, cum perventum fuerit ad verbera." Cui Lucia dixit: "Verba Dei cessare non possunt." Cui Paschasius: "Tu ergo Deus es!" |
Disse allora Pascasio: "Le tue parole cesseranno con le frustate". "Non tacerò mai la parola di Dio", rispose Lucia; e a lei Pascasio: "Pretendi di essere Dio?". |
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Respondit Lucia: "Ancilla Dei sum, qui dixit: Cum steteritis ante reges et praesides, nolite praecogitare, quid loquamini à Non enim vos estis loquentes, sed Spiritus sanctus." |
Disse Lucia: " No, l'ancella di Dio ed Egli ha detto: "quando sarete di fronte ai re e ai principi non preoccupatevi: non sarete voi a parlare". |
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Paschasius dixit: "In te ergo spiritus sanctus est!" Cui Lucia: "Qui caste vivunt, templum spiritus sancti sunt." Cui Paschasius: "Ego faciam te duci ad lupanar, ut ibi violationem accipias et spiritum sanctum perdas." |
E Pascasio: "Dunque in te è lo Spirito Santo?". Rispose Lucia: " Chi vive nella castità è il tempio dello Spirito Santo e lo Spirito Santo abita in lui". Disse Pascasio: "io ti farò portare in un lupanare: là sarai violentata e perderai lo Spirito Santo". |
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Cui Lucia: "Non inquinatur corpus nisi de consensu mentis, nam si me invitam violari feceris, castitas mihi duplicabitur ad coronam. Numquam autem voluntater meam ad consensum poteris provocare. Ecce corpus meur ad omne supplicium est paratum. Quid morans? Incipe, fili diaboli, desideria poenarum tuarum exercere." |
Rispose Lucia: " Il corpo non è insozzato se non col consenso della mente. Se tu contro la mia volontà mi farai violentare doppia sarà la corona della castità: ne mai potrai piegare la mia volontà a consentire a ciò. Ecco: il mio corpo è pronto ad ogni supplizio. Perché indugi? Figlio del demonio comincia a soddisfare su di me il desiderio che hai di tormentarmi". |
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Tunc Paschasius lenones fecit venire dicens iis: "Invitate ad eam omnen populum, et tamdiu illudatur, donec mortua nuntietur." Volentes autem eam trahere, tanto pondere spiritus sanctul eam fixit, ut omnino eam movere nequirent. Fecitque Paschasius mille viros accedere et manus eius et pedes ligare, sed eam nullatenus poterant movere. Tunc et cum viris mille parii boum adhibuit. Sed tamen virgo immobilis permansit. Vocatis autem magis, ut suis incantationibus moveretur, omninc moveri non potuit. |
Allora Pascasio fece venire dei ruffiani e disse loro: " Invitate tutta la popolazione a godersi il corpo di questa donna finché non muoia". Questi volevano prendere la giovinetta ma lo Spirito Santo la rese così pesante che non riuscirono a smuoverla di un centimetro. Altri vennero e tentavano di smuoverla ma dalla fatica si sentivano venir meno e la vergine di Cristo rimaneva immobile. Allora le legarono mani e piedi: poi Pascasio fece venire mille 'uomini e non riuscirono a muoverla; fece venire anche mille paia di buoi e la vergine di Cristo rimase immobile; fece venire i maghi ma i loro incantesimi furono vani e la vergine non potè essere mossa. |
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Tunc dixit Paschasius: "Quae sunt illi maleficia, quod una puella a mille viris non moveretur!' |
Le chiese allora Pascasio: "Per quale stregoneria una sola fanciulla non può essere smossa da mille uomini"? |
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Lucia dixit: "Non sunt ista maleficia, sed beneficia Christi. Porro si adhuc decem milia adhibueris, aeque ut primum immobilem me videbis." |
Rispose Lucia: "Non è per stregoneria. Questi sono i miracoli di Cristo ed anche se chiamerai diecimila uomini sempre mi vedrai rimanere immobile". |
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Putans vero Paschasius secundum quorundam figmenta, quod lotio fugarentur maleficia, iussit eam lotio perfundi, cumque nec sic moveri posset, angustiatus nimis copiosum ignem circa eam accendi picemque et resinam et fervens oleum super eam fundi iussit. |
Credeva Pascasio che l'orina sciogliesse gli incantesimi e la fece bagnare di orina ma tutto fu inutile. Irato allora comandò di accenderle intorno un gran fuoco dopo averle cosparso il corpo di pece, resina e olio bollente. |
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Dixitque Lucia: "Indutias impetravi martyrii mei, ut credentibus timorem auferam passionis et non credentibus vocem insultationis." |
Disse Lucia: "Dio mi ha chiesto questo indugio alla morte perché tolga al credenti la paura della sofferenza e ai non credenti il mezzo di insultarlo". |
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Videntes autem amici Paschasii eum angustiari in gutture eius gladium immerserunt. Quae nequaquam loquelam amittens dixit: "Annuntio vobis pacem ecclesiam redditam Maxlmiano hodie mortuo et de regno suo Diocletiano expulso. Et sicut civitati Catanensi soror mea Agatha data est protectrix, sic et ego civitati Syracusanae concessa sum mterventrix." |
Gli amici di Pascasio si accorsero che questi era sempre più turbato onde immersero una spada nella gola della santa ma costei potè soggiungere tali parole: "Vi annuncio che‚ resa la pace alla Chiesa. Oggi è morto Massimiano e Diocleziano è stato cacciato dal trono: io proteggerò da questo giorno Siracusa come Agata mia sorella in Cristo ‚ protettrice di Catania". |
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Dum haec virgo loquitur, ecce ministri Romanorum veniunt, Paschasium apprehendunt, vinctum ad Caesarem secum ducunt. Audierat enim Caesar, quod universam provinciam fuerat depraedatus. |
Mentre la vergine pronunz¡a queste parole ecco arrivare i messi da Roma: imprigionano Pascasio e lo portano in catene davanti all'¡mperatore perché questi aveva saputo che tutta la provincia era stata da lui depredata. |
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Veniens ergo Romam et senatui accusatus pariter et convictus capitali sententia est punitus. |
Fu dunque Pascasio condotto a Roma e accusato davanti al Senato; fu trovato colpevole e condannato a morte. |
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Virgo vero Lucia de loco, in quo percussa est, mota non est nec spintum tradidit, quoadusque sacerdotes venirent et corpus Domini ei traderent, et omnes astantes "amen" Domino responderunt. In eodem loco autem est sepulta et ecclesia fabricata. Passa autem est tempore Constantini et Maxentii circa annos Domini CCCX. |
La vergine Lucia non si mosse dal luogo dove era stata pugnalata e spirò solo dopo aver ricevuto il corpo di Cristo: tutta la folla assistè alla sua morte. Nel medesimo luogo fu sepolta e li fu costruita una chiesa in suo onore. Sotto il martirio nell'anno del Signore 310. |