Santa Lucia nella pittura: Lorenzo Lotto

ultimo aggiornamento: domenica 20 gennaio 2002

autore:

Lorenzo Lotto

titolo dell'opera:

Martirio di Santa Lucia

Quadri ad olio su tavola

collocazione:

Pinacoteca Civica di Jesi.
Erano collocati nella chiesa di San Floriano.

Lotto
Santa Lucia alla tomba di Santa Agata

pannello di sinistra

La storia di Lucia inizia in questo pannello: la Santa visita la tomba di Sant'Agata ha una visione e cade in estasi. La madre ammalata riceve un miracolo dopo il voto di Lucia. La storia narrata nel pannello si chiude con Lucia che distribuisce l'elemosina ai poveri.

Lotto
Santa Lucia dal console Pascasio

pannello centrale

Qui il console Pascasio ordina che Lucia sia mandata a morte trascinata dai buoi per non avere ripudiato la fede in Cristo. Lo Spirito Santo (la bianca colomba)  interviene rendendo Lucia pesantissima.

Lotto
Santa Lucia trascinata dai buoi

pannello centrale

Lotto
Martirio di Santa Lucia

pannello di destra

note:

L'11 dicembre 1523 il notaio Orsino Orsini stipula il contratto tra Lorenzo Lotto e i Confratelli dell'Ospedale di S. Lucia per la realizzazione di una grande icona che secondo le intenzioni dei committenti doveva risultare pił bella di quella realizzata dieci anni prima per la Confraternita del Buon Gesł.
Lotto accetta il lavoro mentre ancora era impegnato nelle tarsie di Bergamo e lo termina nel 1532 quando ancora una volta si sta dimostrando un fallimento il tentativo di lavorare a Venezia.
Il priore Giovanni di Antonio Guglielmi concorda con il pittore la considerevole cifra di 220 ducati in oro larghi.
La prima rata del pagamento, 50 ducati, viene versata immediatamente. L'accordo prevede il versamento di altri 120 ducati entro il settembre 1524 e il saldo alla consegna fissata per i1 1525.
Invece, soltanto il 22 aprile 1525 il pittore rilascia la ricevuta dell'avvenuto pagamento di altri 50 ducati. Alla data prevista per la consegna della Pala, la Confraternita ha versato al pittore meno della metą di quanto pattuito.

La Pala di S. Lucia giunse a Jesi tra la fine del 1532 e l'inizio del 1533.