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La famiglia Corner, o Cornaro, fu tra i
primi e più costanti committenti del Tiepolo a Venezia, e la cura con cui l'artista
eseguì questa piccola pala d'altare in un periodo di grande lavoro, parla del rispetto in
cui egli teneva la nobile famiglia, che la ordinó per la propria cappella nella chiesa
dei SS. Apostoli.
Il dipinto doveva sostituire una pala di Benedetto Diana, che sembra rappresentare Santa
Lucia con altri due santi. Nella sua ricca decorazione rinascimentale, la cappella
comprende marmi colorati, e sebbene Tiepolo, non ne ripete esattamente i motivi nel
dipinto, i colori del marmo della pala sono gli stessi di quelli della cappella.
Analogamente, le semplici colonne corinzie dell'altare appaiono in forma più splendida,
ricche di colori, nella pala.
La cappella è debolmente illuminata da eleganti tondi nelle lunette in alto e da due
finestre ad arco ai lati dell'altare.
Con l'uso di toni brillanti di arancione, azzurro e giallo e sfumature di bianco e crema,
Tiepolo bilancia sia l'illuminazione piuttosto scarsa della cappella sia le ombre gettate
sul dipinto della decorazione architettonica dell'altare.
Due sono le fonti d'ispirazione da cui il Tiepolo prende spunto:
Il modello, del 1748 circa, mostra la prima proposta di
Tiepolo e sembra che ispirato da due importanti precedenti composizioni. La prima è il "Martirio e comunione di Santa Lucia" del
Veronese, del 1582-83, un tempo nella chiesa di Santa Croce a Belluno, un'opera che
aveva ispirato a Sebastiano Ricci una rappresentazione più grande dello stesso soggetto,
quella dipinta nel 1730 per la chiesa di Santa Lucia a Parma, che Tiepolo potrebbe aver
conosciuto. La passione dell'artista veneziano per il Veronese era al suo vertice negli
anni '40 ed egli cercò di raggiungere nelle sue opere di soggetto religioso lo stesso
equilibrio tra serietà di approcio e bellezza pittorica della produzione devozionale del
suo grande predecessore. Forse, i committenti Corner suggerirono a Tiepolo di dare rilievo
al coraggio esemplare di Santa Lucia, che, pur mortalmente ferita, aveva insistito per
ricevere la comunione prima di morire. Nel modello la santa appare con un pugnale alla
gola, ma questa idea, rapidamente tratteggiata, fu scartata nell'opera finale, forse
perchè non avrebbe avuto sufficiente decoro in un dipinto di scala maggiore. Nella pala,
la spada insanguinata in primo piano, costituisce un importante momento delle sofferenze
della santa, assieme ad una ferita appena visibile sul collo
La seconda fonte d'ispirazione per Tiepolo, è la
"Comunione di San Girolamo" del Domenichino, del 1614, che l'artista avrebbe
conosciuto attraverso un'incisione. La sua inclusione nel bozzetto di un brano
paesaggistico con edifici classici, riflette lo stesso motivo del dipinto del Domenichino,
anche se gli edifici di Tiepolo, tra cui una chiesa in stile palladiano, potrebbero essere
veneti. La decisione di collocare la spada di scorcio di primo piano nella pala,
comportava l'aggiunta di un ampio gradino e la collocazione più elevata e distanziata
delle figure. Il punto di vista leggermente più alto lasciava meno spazio al brano
paesaggistico, ed ecco perchè, nella pala, sono assenti gli edifici. Un'indubbia
derivazione dalla composizione del Domenichino è tuttavia il motivo degli abiti greci
indossati dal sacerdote e dal chierico nel bozzetto. Questi ben si adattavano alla pala
d'altare del Domenichino, eseguita per la chiesa di San Gerolamo della Carità a Roma,
dove si osservava il rito greco. Uno dei cambiamenti più evidenti fra il modello e la
pala, riguarda la collocazione delle figure secondarie.
Il lavoro ultimato dal Tiepolo ci mostra la pala nella sua
integra bellezza. A causa forse della forma più alta e più stretta della pala, Tiepolo
decise di eliminare il personaggio vestito di rosso, (il carnefice?), sulla destra del
modello così da non affollare il primo piano nella redazione finale e assicurare che la
figura della santa avrebbe costituito il maggior punto di attrazione.
Dietro Santa Lucia inserì due figure inginocchiate molto espressive, un uomo e una donna,
oltre ad un ragazzo che se ne sta, con aria intenta, accanto allo stemma della famiglia
Cornaro. Sebbene sia stato ipotizzato che queste ultime tre figure siano ritratti di
membri della famiglia Cornaro, è probabile che ció sia vero solo per il ragazzo: l'uomo
e la donna sono infatti più o meno personaggi standard nelle composizioni tiepolesche del
periodo e, la donna potrebbe voler rappresentare la madre della santa, Eutichia.
L'orientale in turbante del modello, che ricorda la figura severa, dagli abiti esotici,
posta direttamente dietro il sacerdote nel dipinto del Veronese, è stata leggermente
alterata nel dipinto finale. Pur costituendo sempre una forte e austera presenza, egli si
è tolto il cappello bordato di pelliccia per rispetto dell'Eucarestia e osserva con
riverenza lo svolgersi del rito.
Questo cambiamento è in sintonia con l'importanza che nella pala d'altare è attribuita
alla Comunione anziché al martirio di Santa Lucia. Questa diversa messa a fuoco potrebbe
essere collegata all'iconografia introdotta nella nuova decorazione della chiesa dei SS.
Apostoli, dal nuovo affresco di Canal, il cui tema centrale è la Comunione degli
Apostoli. |