Santa Lucia nella pittura: Giambattista Tiepolo

ultimo aggiornamento: domenica 24 novembre 2002

La comunione di Santa Lucia

autore:

Giambattista Tiepolo

titolo dell'opera:

La Comunione di S. Lucia

tecnica:

olio su tela

datazione:

1746-48

collocazione:

Venezia, chiesa dei santi Apostoli

note:

La famiglia Corner, o Cornaro, fu tra i primi e più costanti committenti del Tiepolo a Venezia, e la cura con cui l'artista eseguì questa piccola pala d'altare in un periodo di grande lavoro, parla del rispetto in cui egli teneva la nobile famiglia, che la ordinó per la propria cappella nella chiesa dei SS. Apostoli.
Il dipinto doveva sostituire una pala di Benedetto Diana, che sembra rappresentare Santa Lucia con altri due santi. Nella sua ricca decorazione rinascimentale, la cappella comprende marmi colorati, e sebbene Tiepolo, non ne ripete esattamente i motivi nel dipinto, i colori del marmo della pala sono gli stessi di quelli della cappella. Analogamente, le semplici colonne corinzie dell'altare appaiono in forma più splendida, ricche di colori, nella pala.
La cappella è debolmente illuminata da eleganti tondi nelle lunette in alto e da due finestre ad arco ai lati dell'altare.
Con l'uso di toni brillanti di arancione, azzurro e giallo e sfumature di bianco e crema, Tiepolo bilancia sia l'illuminazione piuttosto scarsa della cappella sia le ombre gettate sul dipinto della decorazione architettonica dell'altare.
Due sono le fonti d'ispirazione da cui il Tiepolo prende spunto:

  • Il modello, del 1748 circa, mostra la prima proposta di Tiepolo e sembra che ispirato da due importanti precedenti composizioni. La prima è il "Martirio e comunione di Santa Lucia" del Veronese, del 1582-83, un tempo nella chiesa di Santa Croce a Belluno, un'opera che aveva ispirato a Sebastiano Ricci una rappresentazione più grande dello stesso soggetto, quella dipinta nel 1730 per la chiesa di Santa Lucia a Parma, che Tiepolo potrebbe aver conosciuto. La passione dell'artista veneziano per il Veronese era al suo vertice negli anni '40 ed egli cercò di raggiungere nelle sue opere di soggetto religioso lo stesso equilibrio tra serietà di approcio e bellezza pittorica della produzione devozionale del suo grande predecessore. Forse, i committenti Corner suggerirono a Tiepolo di dare rilievo al coraggio esemplare di Santa Lucia, che, pur mortalmente ferita, aveva insistito per ricevere la comunione prima di morire. Nel modello la santa appare con un pugnale alla gola, ma questa idea, rapidamente tratteggiata, fu scartata nell'opera finale, forse perchè non avrebbe avuto sufficiente decoro in un dipinto di scala maggiore. Nella pala, la spada insanguinata in primo piano, costituisce un importante momento delle sofferenze della santa, assieme ad una ferita appena visibile sul collo

  • La seconda fonte d'ispirazione per Tiepolo, è la "Comunione di San Girolamo" del Domenichino, del 1614, che l'artista avrebbe conosciuto attraverso un'incisione. La sua inclusione nel bozzetto di un brano paesaggistico con edifici classici, riflette lo stesso motivo del dipinto del Domenichino, anche se gli edifici di Tiepolo, tra cui una chiesa in stile palladiano, potrebbero essere veneti. La decisione di collocare la spada di scorcio di primo piano nella pala, comportava l'aggiunta di un ampio gradino e la collocazione più elevata e distanziata delle figure. Il punto di vista leggermente più alto lasciava meno spazio al brano paesaggistico, ed ecco perchè, nella pala, sono assenti gli edifici. Un'indubbia derivazione dalla composizione del Domenichino è tuttavia il motivo degli abiti greci indossati dal sacerdote e dal chierico nel bozzetto. Questi ben si adattavano alla pala d'altare del Domenichino, eseguita per la chiesa di San Gerolamo della Carità a Roma, dove si osservava il rito greco. Uno dei cambiamenti più evidenti fra il modello e la pala, riguarda la collocazione delle figure secondarie.

Il lavoro ultimato dal Tiepolo ci mostra la pala nella sua integra bellezza. A causa forse della forma più alta e più stretta della pala, Tiepolo decise di eliminare il personaggio vestito di rosso, (il carnefice?), sulla destra del modello così da non affollare il primo piano nella redazione finale e assicurare che la figura della santa avrebbe costituito il maggior punto di attrazione.
Dietro Santa Lucia inserì due figure inginocchiate molto espressive, un uomo e una donna, oltre ad un ragazzo che se ne sta, con aria intenta, accanto allo stemma della famiglia Cornaro. Sebbene sia stato ipotizzato che queste ultime tre figure siano ritratti di membri della famiglia Cornaro, è probabile che ció sia vero solo per il ragazzo: l'uomo e la donna sono infatti più o meno personaggi standard nelle composizioni tiepolesche del periodo e, la donna potrebbe voler rappresentare la madre della santa, Eutichia. L'orientale in turbante del modello, che ricorda la figura severa, dagli abiti esotici, posta direttamente dietro il sacerdote nel dipinto del Veronese, è stata leggermente alterata nel dipinto finale. Pur costituendo sempre una forte e austera presenza, egli si è tolto il cappello bordato di pelliccia per rispetto dell'Eucarestia e osserva con riverenza lo svolgersi del rito.
Questo cambiamento è in sintonia con l'importanza che nella pala d'altare è attribuita alla Comunione anziché al martirio di Santa Lucia. Questa diversa messa a fuoco potrebbe essere collegata all'iconografia introdotta nella nuova decorazione della chiesa dei SS. Apostoli, dal nuovo affresco di Canal, il cui tema centrale è la Comunione degli Apostoli.