ultimo aggiornamento: giovedì 03 gennaio 2008
Santa
Lucia diventa solennemente un soggetto dell'arte cristiana già nel VI secolo nel celebre
mosaico di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna.
Nell'iconografia della Santa gli artisti hanno sottolineato in modo particolare gli occhi ma ci sono soffermati anche su altri attributi ricorrenti quali la palma del martirio, una spada oppure una tazza da cui esce una fiamma; a Siracusa le stampe popolari riproducono la santa su un fercolo d'argento, con un mazzo di spighe in mano, la tazza con gli occhi e un pugnale conficcato in gola.
L'individuazione della Lucia nelle raffigurazioni
non è sempre facile, perché gli occhi strappati vengono dipinti a volte in modo
stravagante (su piatti, dentro ampolle, confusi tra mazzi di fiori: ad esempio, Angeletto
da Gubbio raffigura la Santa che sorregge con la destra un vassoio con ben sei occhi, il Cossa invece rappresenta Lucia che porta gli occhi su uno stelo
come fossero fiori). Ecco qualche indicazione per riconoscerla nelle pitture
attraverso le tipologie tipiche:
| Lucia è rappresentata
|
con gli occhi | in un piatto | es. Palma il Giovane |
| in un libro | |||
| in un calice | es. breviario di Martino d'Aragona | ||
| sul gambo di un fiore | es. Cossa |
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| con una lampada accesa | |||
| con una lampada ed una spada | |||
| con la palma del martirio | tipica di tutti i martiri |
||
| con un corno fiammeggiante | |||
| con buoi ed uomini cercano di trascinarla | es. Guinaccia | ||
| ferita al collo da una spada | si trova anche in altre martiri (es. Cecilia) |
||
| mentre sta ricevendo Gesù Eucarestia | es. Tiepolo | ||
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