ultimo aggiornamento: sabato 16 novembre 2002
La Divina Commedia
di Dante Alighieri (1265–1321)
Ma dimmi la cagion che non ti guardi
de lo scender qua giuso in questo centro
84 de l'ampio loco ove tornar tu ardi".Ma dimmi il motivo per cui non temi di scendere qua giù in questo centro del genere umano".
"Da che tu vuo' saver cotanto a dentro,
dirotti brievemente", mi rispuose,
87 "perch'i' non temo di venir qua entro."Poiché tu vuoi conoscere profondamente il mio pensiero - ella rispose - brevemente ti dirò". Temer si dee di sole quelle cose
c'hanno potenza di fare altrui male;
90 de l'altre no, ché non son paurose.Temer si deve di solo quelle cose che hanno il potere di fare male agli altri, ciò che scaturisce da amore non arreca distonia nel Divino Equilibrio. I' son fatta da Dio, sua mercé, tale,
che la vostra miseria non mi tange,
93 né fiamma d'esto 'ncendio non m'assale.Io sono giunta per dono di Dio ad un così alto gradino evolutivo, che la vostra misera cattiveria non mi tocca, né mi assale la fiamma di questo vostro infernale pianeta.
(Notiamo ancora che Beatrice, rivolgendosi a Virgilio dice: "la vostra cattiveria" considerandolo appena uscito dalla vita umana (come al canto primo).Donna è gentil nel ciel che si compiange
di questo 'mpedimento ov'io ti mando,
96 sì che duro giudicio là sù frange.Un'amorosa donna è nel cielo che piange per questo terrestre impedimento al bene, tanto duro è il giudizio che lassù cozza contro il benefico impulso d'amore. Questa chiese Lucia in suo dimando
e disse: - Or ha bisogno il tuo fedele
99 di te, e io a te lo raccomando -.Questa donna invitò Lucia dicendo: - Ora il tuo fedele ha bisogno di te ed io a te lo raccomando - (questa donna divina poteva essere simile a Maria di Nazaret a cui Dante con fede si era rivolto, e nell'equilibrio della Legge Cosmica: "chiedi e ti sarà dato, bussa e ti sarà aperto", avendo Dante chiesto aiuto a "Lucia", doveva Ella intervenire in suo aiuto e non Beatrice. Ecco perché Beatrice dice: "Il tuo fedele" e "io a te lo raccomando") Lucia, nimica di ciascun crudele,
si mosse, e venne al loco dov'i' era,
102 che mi sedea con l'antica Rachele.Lucia, nemica del male, si mosse e venne al luogo dove io ero vicino all'antica Rachele. (Antica compagna di umane esperienze di Virgilio). Disse: - Beatrice, loda di Dio vera,
ché non soccorri quei che t'amò tanto,
105 ch'uscì per te de la volgare schiera?Lucia disse a Beatrice: - Beatrice, vera lode di Dio, perché non soccorri tu colui che ti amò tanto da uscire per te alla volgare schiera dell'umanità? Non odi tu la pieta del suo pianto,
non vedi tu la morte che 'l combatte
108 su la fiumana ove 'l mar non ha vanto?-Non odi tu la pena del suo pianto? Non vedi tu la lotta che sostiene per non ricadere nel gorgo della morte umana, per non venire travolto dalla opaca marea del male che nella limpidezza del pensiero Divino non ha alcun vanto? -
Da queste parole di Lucia si presume che l'elevatura della forza d'amore esistente fra i due, avrebbe concesso a Beatrice di porgere a Dante ella stessa l'aiuto, anche se a lei non richiesto, senza pertanto violare la Cosmica Legge di Equilibrio.Al mondo non fur mai persone ratte
a far lor pro o a fuggir lor danno,
111 com'io, dopo cotai parole fatte,Nel mondo non vi furono mai persone pronte ad attrarre il bene e a fuggire il danno come, dopo questo pensiero d'amore, che ora a te in parole trasmetto, venni qua giù del mio beato scanno,
fidandomi del tuo parlare onesto,
114 ch'onora te e quei ch'udito l'hanno".fui pronta io a venire quaggiù dal mio luogo beato fidandomi del tuo parlare onesto che onora te e chi ben lo intende". Poscia che m'ebbe ragionato questo,
li occhi lucenti lagrimando volse;
117 per che mi fece del venir più presto.Dopo queste sue parole lacrimando volse gli occhi e ciò mi spinse a venire in fretta da te. E venni a te così com'ella volse;
d'inanzi a quella fiera ti levai
120 che del bel monte il corto andar ti tolse.Io ti liberai dall'umano male che ti tolse dal corto sentiero che porta al Bel Monte, Dunque: che è? perché, perché restai,
perché tanta viltà nel core allette,
123 perché ardire e franchezza non hai,
poscia che tai tre donne benedette
curan di te ne la corte del cielo,
126 e 'l mio parlar tanto ben ti promette?»perché dunque ti arresti? Perché tanta paura alberga nel tuo cuore?. Perché non fughi ogni dubbio e timore or che tu sai che tre donne benedette si curan di te nella corte del Cielo e il mio parlare ti promette il bene?» Quali fioretti, dal notturno gelo
chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca
129 si drizzan tutti aperti in loro stelo,Così come i chiusi fiorellini chini sotto il notturno gelo allor che il sole li illumina si drizzano aperti in sullo stelo, tal mi fec'io di mia virtude stanca,
e tanto buono ardire al cor mi corse,
132 ch'i' cominciai come persona franca:io mi risollevai, tanto ardire mi affluì nel cuore e gli dissi: «Oh pietosa colei che mi soccorse!
e te cortese ch'ubidisti tosto
135 a le vere parole che ti porse!«Oh pietosa colei che mi salvò dal male e tu cortese che ubbidisti alle amorevoli parole che ti rivolse! Tu m'hai con disiderio il cor disposto
sì al venir con le parole tue,
138 ch'i' son tornato nel primo proposto.Tu hai fatto nascere nel mio cuore tanto desiderio di venire che nella precedente decisione son tornato. Or va, ch'un sol volere è d'ambedue:
tu duca, tu segnore, e tu maestro».
Così li dissi; e poi che mosso fue,
142 intrai per lo cammino alto e silvestro.Or vai ché un sol volere è d'ambedue, decidi tu, mio signore e maestro». E quando lui si mosse io lo seguì entrando nel cammino alto e silvestro.
"Alto" poiché lo sollevava da Terra, "silvestro" poiché scabroso e difficile per lui che non si considerava idoneo al par di Paolo apostolo e di Enea profeta.dal Secondo Canto dell'Inferno
A Nocturnal upon St.Lucy's day
di John Donne (1572-1631)
'Tis the year's midnight, and it is the day's, Lucy's, who scarce seven hours herself unmasks; The sun is spent, and now his flasks flasks: obsolete for flashes Send forth light squibs, no constant rays; squibs: fireworks The world's whole sap is sunk; The general balm th' hydroptic earth hath drunk, hydroptic: dropsical. Whither, as to the bed's feet, life is shrunk, Dead and interr'd; yet all these seem to laugh, Compar'd with me, who am their epitaph. Study me then, you who shall lovers be At the next world, that is, at the next spring; For I am every dead thing, In whom Love wrought new alchemy. For his art did express express: press out A quintessence even from nothingness, From dull privations, and lean emptiness; He ruin'd me, and I am re-begot ruin'd: probably used in an alchemical sense of reducing to elements Of absence, darkness, death: things which are not. All others, from all things, draw all that's good, Life, soul, form, spirit, whence they being have; I, by Love's limbec, am the grave limbec: alembic for distillation Of all that's nothing. Oft a flood Have we two wept, and so Drown'd the whole world, us two; oft did we grow To be two chaoses, when we did show Care to aught else; and often absences Withdrew our souls, and made us carcasses. But I am by her death (which word wrongs her) Of the first nothing the elixir grown; elixir: quintessence Were I a man, that I were one I needs must know; I should prefer, prefer: be able to select and reject If I were any beast, Some ends, some means; yea plants, yea stones detest, And love; all, all some properties invest; invest: clothe If I an ordinary nothing were, As shadow, a light and body must be here. But I am none; nor will my sun renew. You lovers, for whose sake the lesser sun At this time to the Goat is run the Goat: Capricorn To fetch new lust, and give it you, Enjoy your summer all; Since she enjoys her long night's festival, Let me prepare towards her, and let me call This hour her vigil, and her eve, since this Both the year's, and the day's deep midnight is.
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U jurne di santa Lucia, Mò ca ll'agghie pirdute, Ah quante i'èrete mmègghie, Tanne pinzèje a u sòue, |
Il giorno di Santa Lucia quando ero malato agli occhietti, la cacciavo fuori dalla tasca l'immaginetta e quieto quieto andavo e mi appartavo nel buio per piangervi e, inginocchiato come in una chiesa, la stringevo al cuore e la baciavo. Ora che l'ho perduta, Ah quanto era migliore, Allora pensavo al sole, |
senza titolo
di Enzo Testa
ha vinto il concorso di poesia di
del 2000
Dimmi che vedi
i dolci sorrisi
di vite spezzate
brandelli di gioia
di piccoli amici
che sognano doni
in un letto di fango
ferma la guerra
e la mano degli empi,
proteggi quei bimbi
che piangono inermi.
Santa Lussia
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I l'à fati su de note, co 'na tenda trata sora Là, gh'è paste, là, gh'è fiori, ghi n'è fin che costa un besso, Le puote bele bianche, Sto tranvai co i so vagoni Giovanin, l'è meso mato Quanta gente! Che boresso, |
Sono state costruite di notte con il legno ed il martello, con le tavole metà rotte dipinte assai male, con una tenda gettata sopra, Su una ci sono dolcetti, nell'altra fiori, alcuni costano solo un centesimo Le bambole belle bianche Il trenino con i vagoni Giovanni è affascinato Quanta gente! Che chiasso, che allegria, |