le tradizioni in Italia: Acicatena (Catania)

ultimo aggiornamento: mercoledì 10 settembre 2003

Ad Acicatena la festa di Santa Lucia del 13 dicembre è un avvenimento sentitissimo; riportiamo qui alcune riflessioni della comunità cristiana di Acicatena:

La festa in onore di S.Lucia è una festa rinomata, che si tramanda da secoli ricca di tanti valori spirituali, di tante espressioni dell'animo popolare e di tante tradizioni da purificare e valorizzare. Un tempo forte, unico durante tutto l'anno per la vita di tutta la parrocchia, è formato dalle celebrazioni annuali in onore di S.Lucia patrona della comunità parrocchiale e della numerosa e crescente famiglia dei devoti della Santa.

S.Lucia ha goduto sempre dell'affetto riconoscente di tutti i fedeli e devoti provenienti dai paesi etnei in particolare.
La festa di S.Lucia è segno di vera unità e comunione. Essa ha le sue origini molto antiche, ma ogni anno viene preparata con scrupolosità, sentita con grande fede e vissuta con forte entusiasmo e devozione da tutti.

Il tredici di ogni mese, oltre al festoso suono delle campane, in chiesa, viene addobbato con fiori e ceri accesi l'altare della Santa, viene celebrata solennemente l' Eucaristia.
Più si avvicina il punto di arrivo, il 13 dicembre, più intensa, viva e impegnativa si fa la preparazione.
Il primo dicembre con alcuni colpi di cannone, con la esecuzione di alcuni brani sinfonici scelti e con il festoso scampanio, preceduto dal "cunsulatu" si aprono i festeggiamenti. Tutto questo, una volta, era segnato per le prime ore del mattino, ora invece nel pomeriggio. Segue la S.Messa all'altare della Santa.

Dal 4 al 12 dicembre si celebra il solenne novenario con canti, con la recita della coroncina , la celebrazione della S.Messa con omelia e si conclude con la benedizione della Reliquia della Santa e l'immancabile grido: "Viva S.Lucia"...Cosi' ogni sera, anche se le condizioni atmosferiche sono rigide.
La vigilia.......è già festa. Campane a festa, spari, corpo musicale e processione con la reliquia della Santa, dalla Matrice alla chiesa di S.Lucia. Partecipano le autorità, le confraternite, le associazioni e tutto il popolo di Dio.
Nella giornata commemorativa del suo martirio (il 13 dicembre) si rinnova l'onda di entusiasmo e fervore crescente.
E' commovente vedere una immensa folla, formata da tutte le categorie,ceti , età, che fin dalle prime ore del mattino si riversa in chiesa.
Quanta cera, quanti fiori, quante offerte, quante preghiere, quante invocazioni, quante messe e comunioni!
E' indescrivibile, perché ricco di fede e di suggestione, il momento della apertura della cappella che svela il simulacro di S.Lucia.
Il predicatore del novenario dopo la svelata del Simulacro conclude la predicazione di preparazione alla festa.
Normalmente per la Messa solenne viene invitato un vescovo.
Nel primo pomeriggio il Simulacro della Santa viene portato nel suo artistico ferculo per le vie della città accompagnato da molti fedeli, spari, musiche e suono di sacri bronzi. Intanto in chiesa si susseguono le celebrazioni le susseguono le celebrazioni eucaristiche, con numerosa e devota partecipazione da parte dei presenti.

La Santa fa ritorno alla sua chiesa quando è già notte, viene accolta da un grandioso fuoco d'artificio e da un solenne scampanio. Accompagnata in chiesa dai fedeli, viene velata e posta nella cappella per poi nuovamente aprirsi nel giorno ottavo della festa.

Per tutto l'ottavario, la chiesa è continuamente visitata da persone che vengono a pregare la Santa. Tutti ci sentiamo coinvolti in questo avvenimento celebrativo, che diventa così un momento ideale per comunicare agli altri la nostra crescita spirituale. "Far Festa", così, significa per noi manifestare a tutti la gioia che è dentro di noi per le meraviglie operate da Dio nei suoi Santi, in ciascuno di noi.
Far festa vuol dire: far conoscere a tutti, anche con le manifestazioni esterne, che la vita è un dono preziosissimo e che va vissuto nell'amore scambievole, ed è questo amore che realizza la presenza di Gesù in mezzo a noi, e Lui è la Vera Festa, Lui è la Gioia Perenne.
Tutta la comunità parrocchiale, a capo il parroco, ha avuto la preoccupazione costante, specie in questi ultimi anni, di far si che questa festa tanto conosciuta, diventasse sempre più vera festa, vera celebrazione dell'amore di Dio per le sue creature.

Abbiamo così orientato i nostri sforzi, le nostre energie verso alcune direttive:

1. Rinnovamento nelle celebrazioni liturgiche. La vera celebrazione è quella che si svolge nella piena comunione e partecipazione attiva di tutti.Se la festa non è vissuta, diventa offesa a Dio. Ci è stata di richiamo la parola del profeta Isaia: "Non importano i vostri numerosi sacrifici. Non posso sopportare le feste perchè sono accompagnate dai vostri peccati. Mi ripugnano le vostre celebrazioni. Lavatevi, purificatevi, basta con i vostri crimini".
Ci siamo così esortati a vicenda per offrire a Dio il sacrificio puro e spirituale della nostra conversione, assieme alla nostra Santa Martire, con una catechesi assidua e paziente, con l'animazione continua di tutte le liturgie; abbiamo raggiunto traguardi insperati di piena partecipazione e di ascolto della parola di Dio.

2. Riscoperta della vera devozione ai Santi. Nella catechesi svolta durante l'anno, e soprattutto durante ogni novenario di predicazione, i fedeli sono stati aiutati a scoprire nei Santi la grandezza e la bontà di Dio e specialmente in occasione della festa è stato inoculata loro questa verità: "Celebrando i Santi, la Chiesa ci invita a far memoria ancora una volta della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. In loro vediamo realizzata, infatti, la Pasqua di Risurrezione con i suoi frutti di gioia, di conversione e di vita nuova che si comunicano a tutti quelli che li celebrano con fede genuina".

il programma per la festa del Dicembre 2001

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