ultimo aggiornamento: mercoledì 10 settembre 2003
Riportiamo qui una poesia in dialetto:
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Quant' è bedda sta santuzza |
"Quanto è bella questa santa che ci manda a Siracusa tiene in mano una scodella dove ridono i suoi occhi. |
santa: non è la perfetta
traduzione di santuzza perché intraducibile in lingua italiana
scodella: non è la perfetta traduzione perché intraducibile in lingua italiana |
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E' vistuta d' aranatu |
E' vestita di melograno rosso come il moncibbello l' ha macchiato il sangue che il carnefice gli ha fatto versare. |
melograno: vuol dire color
rosso come la parte interna del melograno.
moncibello: riferendosi alla lava che fuoriesce dalla qui vicina Etna; infatti il moncibello è uno dei crateri lateralidel vulcano l' ha macchiato il sangue: riferendosi al vestito rosso del martirio della Santa |
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Puttatila ccà - puttatila ddà |
Portatela qui - portatela li tutto il paese la vuole guardare preghiamola tutti - preghiamola si che il Signore ha voluto così. |
e alcuni inni:
| INNO
Celeste e pura stella Intreccerem corone Offrendo a Te eroina Un fremito di gioia |
PREGHIERA
Vergin martire di grazia piena Donna del ciel Tu nostra guida
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CABALETTA
Gloriosa Lucia martire bella Nella Tua festa di bel diletto |
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artistica urna d'argento del 1745 che custodisce le reliquie di S.Lucia |
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E' chiaro che la devozione a S. Lucia, trova nelle celebrazioni annuali di dicembre, la massima espressione, in quanto tutto il paese è in movimento per dare impulso ad iniziative nuove o tradizionali che ripropongono il rito della Festa che affonda le sue radici nell'antica Malpasso.
Sono i Giovani Cantanti, che preparano le Cantate, sono i Comitati, le maestranze e i giovani dei Quartieri che a tarda sera, se non di notte, allestiscono in gran segreto i Carri per l'entusiasmante serata della vigilia, sono i complessi bandistici con le loro musiche, i mastri pirotecnici con i pittoreschi "giochi di fuoco", gli esercenti che addobbano le loro vetrine con l'immagine di Santa Lucia, gli studenti che a scuola parlano e scrivono di Santa Lucia, le nostre giovinette che col cuore pieno di gioia si preparano ad indossare l'abito della Santa, sono i devoti con le cappe bianche che, come in quelle vecchie foto, ripercorrono con la Vara le strade di tutti i giorni, è il popolo di Belpasso che in quelle fredde mattinate di dicembre, accorre numeroso alla Tredicina, per questo momento particolarissimo, dove tutti ci ritroviamo, anche con le lacrime agli occhi, perché tanti sono i ricordi e tanta l'affettuosa devozione a questa nostra sorella nella fede che ci affascina e ci chiama tutti quando il Simulacro e le sue Reliquie attraversano il nostro paese. Ma di S. Lucia affascina soprattutto, a distanza di sette secoli, l'attualità della sua testimonianza cristiana che assieme a quella dei martiri dei primi secoli, è ancora oggi, fondamento della comunità dei credenti in Gesù Cristo.
Se rileggiamo gli atti del "drammatico processo", ci accorgiamo come S. Lucia non ebbe dubbi sulla sua scelta, come fece capire a Eutichia che quella scelta, anche se controcorrente, era giusta, come sostenne e affrontò l'interrogatorio di Pascasio, come rifiutò categoricamente la prova dell'apostasia.
Ecco, se rileggiamo tutto ciò, ci viene fuori una figura determinata, una Lucia forte e coraggiosa, che si priva dei suoi ricchi beni patemi, "immobile" nella sua fortezza verginale, ardente testimone del messaggio evangelico, che si consegna al carnefice, sicura, senza dubbi, certa di ritrovarsi, dopo la morte, col Cristo che era stato il suo Pane nelle catacombe.
E questo il messaggio di Lucia; è questa la sua sorprendente attualità. Come sono lontane le nostre meschinità, i nostri piccoli compromessi quotidiani, la mediocrità dei nostri ragionamenti terreni.
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altre informazioni posso essere trovate nel sito www.sottoshiock.it |