le tradizioni in Italia: Brescia

ultimo aggiornamento: martedì 14 ottobre 2003

I Bresciani, per lunga tradizione, festeggiano la Santa che porta tanti regali ai bambini. Ecco una bella poesia che tutti hanno imparato da piccoli e che riassume un po' la magia della notte dei doni:

Santa Lucia bella
dei bimbi sei la stella,
pel mondo vai e vai
e non ti stanchi mai;

trova la porticina
di questa mia casina,
poi continua la strada
per tutta la contrada,
poi continua il tuo viaggio
per tutto il mio villaggio.

A tutti i bimbi buoni
Tu porta dolci e doni,
ma i regali più belli
portali ai poverelli.

E ancora altre piccole cantilene ed un proverbio in bresciano, gentilmente segnalatoci da Fabrizio Galvagni:

Santa Lüsia bela santa dora
Che te vègnet la not sensa aiga pora
Desmènteghet mia de me
Che so semper stat de bé
E i sedèi del'aqua ala mama
Ghe i-o semper portacc.

 

Santa Lucia bella santa d'oro
che vieni la notte senza paura
non dimenticarti di me
che sono sempre stato buono
e che i secchi dell'acqua alla mamma
li ho sempre portati.

 

Santa Lüsia l'è vizìna
Töcc la nòt endì a durmì
Mitì föra la scarpìna
E non fatevi sentì.

 

Santa Lucia è vicina
Tutti la notte andate a dormire
Mettete fuori la scarpina
E non fatevi sentire

 

Santa Lüsia la paserà
Cola bursa del bubà,
se ' bubà el gh'a mia la bursa
la Santa Lüsia la fa na cursa!

 

Santa Lucia passerà
con la borsa del papà,
se il papà non ha la borsa
Santa Lucia fugge di corsa!

 

Per Santa Lüsìa l'inverno el s'envia

A Santa Lucia comincia l'inverno

Sulle tradizioni in questa città vedi anche il quaderno "Santa Lucia bella..."


Una testimonianza ottocentesca...

In queste Provincie [Brescia e Bergamo N.d.R..] i fanciulli nella notte antecedente alla festa di Santa Lucia, cadente il 13 dicembre, pongono una scarpa fuori della finestra de' loro attinenti onde ricevervi i doni di confetture e bagattelle che la mattina vi trovano e che credono recati dalla santa.
Alli 13 Dicembre cadevano gli Idi, giorni di festa e di banchetti pei gentili, ed in quel torno cominciavano pei Latini le feste di Saturno, di Opi Dea della ricchezza vegetabile, e le Sigillarie, in tutte le quali, e specialmente nelle ultime, si faceano doni ai fanciulli. 
Nel Milanese ed in altre Provincie occidentali doni eguali ai fanciulli si fanno nella notte dell'Epifania per ricordare i doni de' Magi al bambino Gesù.

da GABRIELE ROSA, Dialetti, costumi e tradizioni delle Provincie di Bergamo e di Brescia, Bergamo 1855, pag. 115


...un'altra testimonianza ottocentesca

Altro costume si è quello de' fanciulli che espongono le loro scarpe sulle finestre nella notte di S. Lucia.
E' pia credenza nella buona fede de' ragazzi, che quella Santa con certo suo alato asino celeste, svolazzi quella notte su pei balconi delle case e riempia di doni le scarpe che si trovano esposte, di ciambelle, di canditi e di confetti.
Né per tutta quella lunga notte si chiude occhio tanta è la divota trepidazione e il desiderio che la mattina trovinsi piene le scarpe, che di soppiatto appunto si empiono dai parenti.
Quest'uso è pure pretesto gentile di regalarsi fra i maggiori e gli amanti.

Informazioni sul ciclo dell'anno nel Dipartimento del Mella (Regno Italico, 1804-1814) inviate il 30 dicembre 1811 da Cesare Arici al sig. Conte Giovanni Scopoli, Consigliere di Stato e Direttore Generale della Pubblica Istruzione, Stampa e Libreria del Regno