la devozione a Santa Lucia

chiesa di Siracusa: il loculo vuoto dove era sepolta Lucia e la statua seicentesca dovuta a Gregorio Tedeschiultimo aggiornamento: lunedė 01 novembre 2004

Il culto di Santa Lucia si diffuse rapidamente dopo il martirio e il suo nome comparve ben presto nel Canone della Messa pur non avendo mai avuto una liturgia propria completa.

La messa a lei dedicata č la "Comune delle Vergini".

Nel VI secolo il papa Gregorio Magno, vissuto tra 590 ed il 604, inserisce Santa Lucia nel canone della messa romana e sotto di lui vengono dedicate a Lucia due chiese, a Siracusa ed a  Roma; poco dopo il nome di Lucia viene inserito anche nel canone ambrosiano.

Nel VII secolo viene citata in un poema in versi "De Laudibus Virginum" di S. Adelmo.

Il nome Lucia proviene dal latino lux e significa luce, luminosa, illuminante.

La leggenda, affermatasi dopo il Mille, parla di occhi strappati dalle orbite ed č questo l'emblema di Lucia nelle rappresentazioni pittoriche: probabilmente la sua funzione di protettrice della vista é proprio legata al nome visto che nelle "passio" non si fa cenno alcuno a questo tipo di martirio.

Lucia protegge ciechi, oculisti, elettricisti, sarti e ricamatrici, donne di malavita pentite.

La Santa ha ricevuto pių di ogni altra onori e riconoscimenti, per non parlare degli innumerevoli ex voto offerti in forma di occhi di ogni specie e materiale, e delle piccole forme di pane dette "gli occhi di Santa Lucia ".

Forse l'omaggio pių pertinente č venuto dagli speziali del Medioevo, che prepararono una specie di collirio dall'esplicito nome di "Santa Lucia".

la colonna del martirio di Santa Lucia

reliquie di Lucia conservate a Siracusa: la tunica color porpora, le scarpe, il velo di seta bianca

ex voto: gli "occhi" di S.Lucia

la corona della Santa conservata nel tesoro della chiesa di Venezia

antico reliquiario conservato a Siracusa con le ossa dell'avambraccio

la colonna
del martirio
l'urna
con le vesti
gli
ex-voto
la corona
di Lucia
le reliquie

Lucia fu citata negli scritti di San Tommaso d'Aquino.

Dante ne fa il simbolo della Grazia illuminante e si definisce "suo fedele"; la reputava protettrice della vista e, come racconta nel Convivio, si rivolse spesso a lei per guarire dai disturbi agli occhi.

E' patrona di Siracusa e di Mantova.